Accesso agli spazi confinati a bordo delle navi: aggiornamento delle linee guida

31 Marzo 2026
rilevatore gas spazi confinati

L’accesso spazi confinati a bordo delle navi rappresenta una delle attività a più alto rischio nel settore marittimo. Serbatoi di carico, doppi fondi, stive, cofferdam, locali pompe e tank di zavorra possono contenere atmosfere con carenza di ossigeno o concentrazioni pericolose di gas tossici e infiammabili. Con la nota tecnica IMO MSC.581(110), l’International Maritime Organization ha aggiornato le raccomandazioni relative all’ingresso negli spazi confinati, sottolineando l’importanza di procedure strutturate, formazione specifica e utilizzo di rilevatori gas per l’accesso agli spazi confinati.

Come cambia la normativa sugli spazi confinati

Uno degli aspetti più rilevanti contenuti nell’aggiornamento alle linee guida per l’accesso agli spazi confinati a bordo delle navi riguarda l’inclusione della CO₂ tra i parametri da monitorare prima e durante l’ingresso nelle aree a rischio. Se in precedenza la normativa si era concentrata principalmente sulla carenza di ossigeno e sulla presenza di gas infiammabili, la risoluzione IMO MSC.581(110) ribadisce che anidride carbonica e monossido di carbonio devono essere controllati in modo sistematico, anche negli spazi collegati a quello di entrata. Particolari caratteristiche strutturali di determinati ambienti possono limitare la corretta ventilazione, l’illuminazione e la sicurezza dei movimenti al loro interno.

La normativa sugli spazi confinati stabilisce che i valori di anidride carbonica devono essere inferiori allo 0,5% in volume, pari a 5.000 ppm, prima di autorizzare l’accesso. Se tali soglie non vengono rispettate, l’ingresso deve essere considerato non sicuro.


Cosa devono fare le aziende marittime prima dell’accesso agli spazi confinati

Alla luce della risoluzione MSC.581(110), le aziende sono tenute a aggiornare i criteri di verifica per l’accesso agli spazi confinati e accertarsi che le procedure di ventilazione consentano di mantenere le concentrazioni di CO₂ entro i nuovi limiti prescritti. Finché tutti i parametri atmosferici (O₂, CO, CO₂, LFL, OEL) non sono stati confermati, l’ingresso viene vietato.
Ogni operatore che effettua l’accesso agli spazi confinati va dotato di un rilevatore personale calibrato e testato, capace di monitorare ossigeno, CO₂, gas infiammabili e gas tossici.
L’attrezzatura deve essere in grado di funzionare in atmosfere a basso contenuto di ossigeno, condizione frequente nei compartimenti chiusi a bordo nave.

È inoltre fondamentale verificare che gli strumenti attualmente in uso siano realmente idonei alla misurazione dell’anidride carbonica. Se necessario, vanno sostituiti o integrati con dispositivi adeguati.
Parallelamente, è necessario per le aziende aggiornare la formazione e l’addestramento del personale coinvolto nelle operazioni in spazi confinati, rafforzando la consapevolezza dei rischi legati a ossigeno, CO₂ e gas tossici.

Le attività di manutenzione e calibrazione degli strumenti vanno registrate.

Rilevatori gas spazi confinati Riken Keiki per applicazioni navali

Per rispondere ai requisiti della normativa spazi confinati e garantire la sicurezza durante l’accesso, è fondamentale utilizzare strumenti progettati per ambienti marini complessi. Recom Industriale fornisce i rilevatori gas Riken Keiki per applicazioni navali, strumenti sviluppati per assicurare affidabilità, robustezza e precisione nelle condizioni operative che si riscontrano a bordo di una imbarcazione.

Rilevatore gas per spazi confinati GX-9000: monitoraggio multigas per ambienti navali

Il GX-9000 è un dispositivo multigas, progettato per applicazioni in ambito navale e industriale. È in grado di controllare contemporaneamente fino a sei gas, offrendo un monitoraggio completo prima e durante l’ingresso. È un rilevatore di ossigeno per spazi confinati, in grado di misurare anche idrogeno, monossido di carbonio, metano, butano e acetilene. Per ambienti con atmosfera inerte, il dispositivo può integrare sensori a infrarossi per il rilevamento degli idrocarburi. L’attrezzatura è a prova di esplosione e garantisce un’efficace protezione contro polvere e acqua con grado equivalente IP66/68. Il dispositivo è adatto a essere impiegato in coperta e in ambienti soggetti a spruzzi e umidità. La resistenza a urti con cadute fino a 1,5 metri e la garanzia di 3 anni sui sensori aumentano l’affidabilità in condizioni di lavoro difficili. Il rilevatore di ossigeno per spazi confinati è dotato di una potente pompa di aspirazione e di un sistema Bluetooth che facilita la gestione dei dati tramite smartphone.

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GX-3R e GX-3R PRO: rilevatori gas per spazi confinati compatti

GX-3R e GX-3R PRO sono rilevatori gas per spazi confinati compatti pensati per l’utilizzo individuale da parte degli operatori. Le dimensioni ridotte e il peso leggero favoriscono l’utilizzo prolungato senza limitare la mobilità durante le operazioni a bordo. Con questi dispositivi è possibile eseguire il monitoraggio simultaneo fino a cinque gas, garantendo controllo continuo di ossigeno, CO₂, gas infiammabili e gas tossici. Entrambi i modelli sono dotati di sensori garantiti fino a tre anni. I rilevatori gas per spazi confinati GX-3R e GX-3R PRO hanno una struttura certificata per ambienti potenzialmente esplosivi, a prova di esplosioni, polvere e acqua con protezione equivalente IP66/68. Resistono a cadute fino a 1,5 metri. La connettività Bluetooth con lo smartphone consente di trasferire e archiviare i dati in modo semplice.

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